Il Corvo

Ovvero l’immagine del compimento.

Il Corvo ovvero la crescita del maschile

Il Corvo ovvero la crescita del maschile

Le fiabe di iniziazione, sia femminile che maschile, hanno spesso un denominatore comune: l’impeccabilità. Ci sono volte, quando siamo in cammino, in cui cedere anche solo “ad un sorso” può compromettere il nostro risveglio. Non viene quasi mai compreso perchè se prima di percorrere il sentiero potevamo “nutrirci” di qualcosa ogni giorno ora, anche solo “un sorso” di quel qualcosa, può intossicarci e farci fallire. Questa fiaba lo spiega in modo magnifico.

 

C’era una volta una regina che aveva una figlia ancora così piccola da dover essere portata in braccio. Un giorno la bambina era inquieta  e sebbene al madre facesse di tutto per tranquillizzarla, ella non si calmava. La madre si spazientì e, vedendo i corvi volare in cerchio tutto intorno al cancello, aprì la

finestra e disse: “Vorrei che tu fossi un corvo e prendessi il volo così me ne potrei stare in pace!”. Non appena ebbe pronunciato queste parole la sua bambina venne trasformata in corvo e prese il volo dalle sue braccia uscendo dalla finestra. Il corvo si inoltrò nel profondo di un bosco e vi rimase per molto tempo, tanto che i suoi genitori non ebbero più notizie.

Un giorno un uomo, che il cammino aveva condotto proprio in quel bosco, udì il corvo gracchiare. Seguì la voce e quando fu più vicino il corvo disse: “Per nascita sono la figlia di un re, sono vittima di un incantesimo, ma tu puoi liberarmi. – Cosa debbo fare?” E il corvo rispose: “Prosegui il tuo cammino nel bosco, incontrerai una casa dove dimora una vecchia che ti offrirà da bere e da mangiare, ma tu non accettare nulla altrimenti ti addormenterai e non potrai liberarmi. Nel giardino dietro la casa c’è un mucchio di torba. Sali ed aspettami. Per tre giorni di seguito, verrò ogni giorno alle due del pomeriggio con una carrozza trainata prima da quattro stalloni bianchi, poi da quattro stalloni rossi e, infine, da quattro stalloni neri. Ma se dormirai io non potrò essere liberata.” ….

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