La signorina Dolcepunto

La magia del sangue.

La Signorina Dolcepunto

la magia del sangue femminile

C’è un modo speciale per ravvivare il sangue, per farlo scorrere e per tenerlo rosso sempre, ma soprattutto, c’è un modo speciale per conservare il sangue per sè. Le donne svendono spesso il loro sangue scambiandolo per amore, o per quello che credono tale, “la signorina Dolcepunto” è la fiaba che permette alle donne di ostacolare l’arrivo di qualche misterioso e galante seduttore che finisce per rivelarsi un crudele Barbablù. Il significato del sangue e del rosso nel femminile ci viene donato da questa antica fiaba tradizionale cinese.

 

In uno sperduto villaggio della Cina viveva una ragazza abilissima nel ricamo. Sapeva ricamare fiori di una tale bellezza che sembrava di sentirne il profumo.

Sapeva ricamare gli alberi con una tale bravura che sembrava di sentirne il fruscio delle foglie. Sapeva ricamare gli uccelli del bosco con una tale maestria che sembrava di sentirne il cinguettio. Tutti la chiamavano signorina Dolcepunto, e spesso regalava i suoi ricami a chi glieli chiedeva con gentilezza. Dai villaggi vicini le ragazze cominciarono a partire una dopo l’altra: andavano da lei per imparare l’arte del ricamo.

Con il tempo la sua fama si diffuse sempre più lontano dal villaggio, attraversò la campagna, passò per le vie delle città, finché arrivò alle orecchie dell’imperatore. “Cercatela per tutto il regno, ovunque si trovi” ordinò l’imperatore al suo ministro. “La voglio qui al mio palazzo”.

La signorina Dolcepunto venne così caricata su una portantina e condotta dall’imperatore.

Appena l’imperatore la vide, esclamò: “Lo immaginavo! Chi avrebbe potuto fare dei ricami di tale bellezza? Solo una ragazza straordinariamente bella!” e fece per accarezzarle il viso. Per tutta risposta la signorina Dolcepunto gli morse un dito. L’imperatore, furioso, la fece rinchiudere in prigione. Il giorno dopo l’imperatore andò a trovarla. “Mi volete sposare?” le chiese. “Ma non ci penso nemmeno!” rispose. “Riportatemi al mio villaggio!” il ministro gridò: “Macome osa rifiutare una proposta dell’imperatore? Bastonatela!”. L’imperatore divenne rosso in viso, e ordinò…

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