La sposa cadavere

Chiara memoria di chi siamo. 

La sposa cadavere

la sposa risorta

La donna sa perché sa, dentro di noi sappiamo, nelle nostre ossa, che cosa è giusto per noi e vediamo cose invisibili all’ego. Quella nostra parte che sa quel che sa, vede ciò che vede, ode ciò che ode, sente ciò che sente è la Medial Woman. In questa Medial Woman esiste una fortissima e profonda Amante. Una parte che ama ogni essere vivente, ogni bellezza della natura, ogni filo d’erba. Che prende tra le mani l’acqua per annusarla prima di portarsela al viso. Non è un amore fra corpi ma un amore oltre ogni barriera di amore. Ma se questa qualità, dice Clarissa Pinkola Estes, non è presente nella società e nella cultura, la stessa società muore senza possibilità di guarigione. Questa fiaba ci porta vicino alla nostra Medial Nature (Natura Mediale) per rievocare parti di noi dimenticate fra i due mondi; quello visibile e quello invisibile.

 

Questa fiaba è la storia di uno sposo che sta per fare la sua promessa di matrimonio.
Un giorno, con in tasca l’anello d’oro e accanto il suo miglior amico, attraversa la Foresta per recarsi al villaggio dove vive la sposa.
Nella prima notte nella Foresta decidono di accamparsi vicino ad un fiume dove sorgeva un incredibile ed enorme albero. Una delle radici dell’albero spuntava dalla terra e sembrava davvero come una mano con dita sottili e scheletriche. Lo sposo allora, per fare pratica, si tolse dal taschino l’anello d’oro, lo mise sulla radice della pianta che pareva un dito e pronunciò la promessa di matrimonio: “Con questo anello tu sarai consacrata a me secondo la legge di Mosè e di Israele”.
Mentre l’amico sghignazzava, lo sposo fece tre giri, pronunciando la stessa frase, intorno all’albero. I due erano talmente presi dai loro sghignazzi che nemmeno si accorsero che la terra sotto i loro piedi cominciava a tremare. In pochi secondi un’enorme crepa aprì il terreno e quella che sembrava una radice, ora era il braccio di questa cosa orribile che stava sbucando dal terreno, abbigliata con un bianco abito da sposa. I due erano scioccati e vedendo questa cosa, che si muoveva trascinando con se i ritagli di ciò che era un abito di seta, rimasero immobili e dissero “cosa vuoi da noi?”.
“Tu hai fatto la danza nuziale, tu hai pronunciato la promessa di matrimonio tre volte, e hai messo l’anello al mio dito perciò ora noi siamo marito e moglie. Ora voglio i miei diritti come tua moglie”
Oh no… i due giovani cominciarono a correre veloce e ancora più veloce fino al vicino villaggio dove immediatamente contattarono il rabbino. Era la persona più anziana e saggia di tutto il villaggio e loro chiesero: “Oh rabbino abbiamo davvero una domanda importante da chiederti. Se per caso un giorno uno camminasse nel bosco e gli capitasse di vedere un albero con radici che sembrano mani ossute, e per caso mettesse l’anello in quelle dita e poi facesse la danza nuziale e pronunciasse la promessa matrimoniale… ecco questo sarebbe un vero matrimonio?”

E Il rabbino disse: “Oh conoscete qualcuno che abbia fatto questo?”

Lo sposo rispose: “Oh no, no è solo una domanda che io e il mio amico avevamo… tutto qui”

Ma proprio in quel mentre, una folata di vento entrò nello studio del rabbino. Un suono di ossa. E la sposa cadavere apparve sulla porta e disse …

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *