PSICOLOGIA APOCALITTICA – 6

La lingua

Lingua

Dentro la nostra bocca molecole di emozioni

Se una persona con cui cresciamo ci tocca male, difficilmente ci parlerà meglio.

Nella Medicina Cinese la lingua è l’organo di senso connesso al cuore, attraverso la lingua noi possiamo assaporare i cibi e comunicare con il mondo. Il tono e le parole che useremo nella nostra vita da adulte sono strettamente connesse con il tono e le parole che abbiamo udito quando eravamo piccole/i. Nella cultura occidentale le persone hanno toni monotematici che passano dal lamentoso all’arrabbiato con relativa espressione del volto. Raramente nella nostra infanzia noi udiamo canti, invocazioni e benedizioni. Molto più spesso udiamo maledizioni.
Male-dire significa dire male di qualcosa o di qualcuno, bene-dire significa dire bene di qualcosa o di qualcuno. E da questo capite quanto in realtà la lingua abbia un potere incredibile di salute o di malattia. La benedizione o la maledizione sono aspetti potentissimi che rimangono incisi dentro di noi e influenzano il nostro destino.

  • Nostra madre e nostro padre, con le loro parole ci hanno benedetto o ci hanno maledetto?
  • Quante parole amorevoli, invitanti, propositive e celebrative di noi, ci ricordiamo?

Inoltre la lingua essendo connessa al cuore, indica chiaramente lo stato di salute di questo organo a livello emotivo, poiché persone che usano la lingua per lamentarsi, imprecare, offendere, o svalutare avranno un organo psicocardiaco molto affaticato, contratto, poco irrorato e felice. Attraverso la lingua noi esprimiamo le nostre emozioni, il problema non è nell’esternare rabbia, tristezza, ira esagerata, paura o dolore in genere. Ma nell’esserne veramente consapevoli e capaci di vivere queste emozioni senza farsene fagocitare o ancora peggio senza negarle continuamente, pur manifestandole con gli sguardi, i toni, i comportamenti e le reazioni relazionali.
Il cantare ninne nanne e raccontare storie magnifiche è uno dei modi migliori per tranquillizzare i propri figli e per renderli felici. Purtroppo siamo sempre meno capaci di farlo anche perché cantare, narrare storie, sono azioni connesse ai sentimenti positivi, quindi alla gioia, alla sincerità, alla pazienza, sorrette da una allegria di fondo che molti di noi da tanto tempo non avvertono più. Le persone che rimangono legate al loro corpo di dolore avranno anche a livello visivo una lingua sofferente, infatti nella Medicina Cinese la lingua è uno degli organi che vengono osservati per fare diagnosi sulla salute della persona. Nella lingua perciò, secondo la medicina orientale, ci sono informazioni sulla salute del corpo e dell’anima.
A seconda del colore, della patina, dei segni, si può comprendere quanto la persona sia intossicata e avvelenata all’interno. Se sia il terapeuta che fa la diagnosi che la persona che la riceve si prendessero molto sul serio, il primo dando onore e serietà a quello che vede, il secondo ascoltando con attenzione e umiltà quello che sente, sarebbe molto più facile prevenire e trasformare la propria esistenza. Si seguirebbe la legge dell’impeccabilità, cioè indipendentemente dalle problematiche quotidiane e dalle difficoltà di cambiamento che la persona può avere, la diagnosi sarebbe uno strumento d’inizio alla trasformazione e alla presa in carico della propria salute.

Purtroppo ci si affanna a chiedere consigli da un terapeuta all’altro, da un medico all’altro, solo per trovare la via più facile e veloce alla soluzione della patologia, senza veramente volere ascoltarla, comprenderla impegnandosi ad entrare nelle profondità della propria vita e dei propri comportamenti per guarirla.
Infatti l’aspetto strettamente collegato alla lingua è incredibile a dirsi, il silenzio.
La capacità di decidere quando e perché parlare, riuscendo per altro a scegliere anche un lungo spazio di silenzio nella propria quotidianità, è un modo estremamente efficace, veloce e risolutivo per guarire la propria sofferenza entrando nel proprio mondo interiore. Il silenzio è connesso all’intimità, sia autoriferita che con un’altra persona, è la capacità di centrarsi su se stesse/i, e di prendersi del tempo di ascolto del corpo, delle sensazioni, delle emozioni, tralasciando il più possibile i pensieri proprie altrui. In questo modo accadrebbe una fantastica risposta di rivelazione su chi siamo veramente smettendo di cercare di essere quello che gli altri vogliono. Come dice David Schnarch “l’intimità non è per i deboli di cuore”.

È per questo che ho scelto questo nome “Psicologia Apocalittica” per il mio modo di osservare ed intervenire nella realtà, per darmi una mossa e per incitarmi a non farmi abbindolare dai luoghi comuni e dalle resistenze che le persone continuano a portare per ogni informazione diversa dai loro schemi.

È ovvio che in base a tutte le situazioni dolorose vissute nell’infanzia, noi adulti occidentali siamo assolutamente incapaci di vivere situazioni gioiose, spontanee e intime, anche se lo neghiamo e ci ostiniamo a vederci in un modo in cui non siamo assolutamente. Se lo fossimo saremmo colmi di amore, rilassati disponibili, stupendi con i bambini e con gli animali, incantati dalla natura e per niente disponibili a stare rinchiusi in luoghi malsani a fare dei gran brutti lavori. Ma così non è.
Poiché l’intimità non è per i deboli di cuore e come ho detto prima nella Medicina Cinese, l’organo di senso collegato al cuore è la lingua, l’intimità non è per i deboli di lingua.
E con questo dilemma arcano e misterioso vi lascio.

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